I santi meditavano spesso sulla dolorosa Passione di Cristo, era la loro meditazione preferita (tutto l'anno, non solo durante la Settimana Santa), poiché meditando sulle atroci sofferenze patite da Gesù per la nostra salvezza eterna, si infiammavano di amore per il Redentore Divino. Che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio? Il nostro scopo è appunto quello di conoscere, amare e servire il Signore, per salvarci l'anima e andare in Cielo ad amare la Santissima Trinità in eterno.

Le anime devote si commuovono nel meditare sull'agonia di Gesù nell'orto del Getsemani, sul tradimento di Giuda e l'arresto del Redentore, sulla flagellazione, gli sputi dei soldati, la coronazione di spine, la condanna a morte di Gesù, la salita al Calvario, la crocifissione, il pianto della Madonna e la morte di Cristo in croce.

A coloro che sono interessati a meditare sulla Passione consiglio di leggere il libro “Meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo” di Sant'Alfonso Maria de Liguori, che io ho tradotto in italiano corrente. Il volumetto è stato pubblicato dalla casa editrice di ispirazione cattolica “Fede & Cultura” di Verona, e costa solo 6 euro. Potete ordinarlo in qualsiasi libreria, oppure potete richiederlo direttamente a me, scrivendo al mio indirizzo di posta elettronica: cordialiter@gmail.com

Passione di Cristo

Dobbiamo meditare spesso la Passione di Gesù, poiché il nostro amabile Redentore desidera sommamente che noi pensiamo alle atroci sofferenze della sua Passione causata dai nostri innumerevoli peccati. È di fede che i nostri peccati hanno crocifisso il Salvatore. La Sacra Scrittura afferma che le nostre iniquità lo hanno ricoperto di piaghe. Il Salvatore per nostro amore volle espiare al posto nostro la pena meritata dalle nostre colpe. Per gratitudine, cosa dovremmo dare ad un Dio così innamorato di noi? Dio vuole solamente che noi pensiamo qualche volta all'amore che egli ha avuto per noi fino a patire quei tormenti pur di salvarci. Gesù Cristo è morto in croce per noi, ma solo pochi uomini pensano alla sua Passione. Si pensa alle vanità e ai piaceri mondani, ma non si pensa alle sofferenze e all'amore di Gesù per noi. Che ingiustizia! Che ingratitudine! Il ricordo della Passione del Redentore è utilissimo perché ci rende vittoriosi sulle tentazioni. Chi amerà i piaceri illeciti, pensando a Cristo inchiodato sulla Croce? Se mediteremo attentamente il corpo di Gesù ricoperto di piaghe, avremo in orrore i piaceri peccaminosi e condurremo una vita più fedele al Vangelo.

Amare l'Addolorata

Sant'Alfonso Maria de Liguori, nel suo capolavoro intitolato “Le Glorie di Maria”, afferma che sono grandi le grazie che Gesù ha promesso ai devoti della Madonna Addolorata. Infatti, venne rivelato a Santa Elisabetta che San Giovanni Evangelista, dopo che la Beata Vergine fu assunta in cielo, desiderava ardentemente rivederla. Dio gli concesse questa grazia, e così a questo grande Apostolo apparve la sua cara Madre Celeste insieme al Redentore Divino. La Madonna domandò a Gesù qualche grazia speciale per i devoti dei dolori che soffrì nel vedere l'atroce Passione di suo Figlio, e Gesù promise per essi quattro grazie principali: 1. Chi invoca la Madonna per i suoi dolori, prima della morte meriterà far vera penitenza di tutti i suoi peccati. 2. Egli custodirà questi devoti nelle tribolazioni in cui si trovano, specialmente nell'ora della morte. 3. Imprimerà in loro la memoria della sua Passione, e poi in cielo li premierà. 4. Egli porrà tali devoti nelle mani di Maria affinché ella ne disponga a suo piacere e ottenga loro tutte le grazie che desidera.

Pertanto è vivamente raccomandabile accendersi nella devozione alla Madonna Addolorata e diffonderla il più possibile.

Cristo merita d'essere amato da noi

Gesù Cristo è morto per noi uomini. Che potente motivo per obbligarci ad amarlo! Quanto più si pensa a quanto è grande Dio, e a quella misera creatura che è l'uomo, tanto più è mirabile il pensiero di un Dio morto per l'uomo. E chi è mai questo Dio? E chi son mai questi uomini? Iddio è un essere infinitamente grande, santo e onnipotente. L' uomo è una creatura piccola, misera e debole. E che significa Dio morire per l'uomo? Significa che questa grandezza, questa onnipotenza, questa sovrana padronanza sacrifica la sua vita di infinito prezzo e valore per una creatura così miserevole. Anima mia, non puoi non rimanere attonita per questo! L'uomo è fatto per sacrificarsi a Dio. In questo sacrificio consiste la gloria e la felicità dell'uomo. Ma che quel meraviglioso Iddio si sacrifichi per l'uomo, questa, o anima mia, è una stupenda meraviglia della sua bontà e del suo amore. Iddio desidera tanto il cuor dell'uomo e i suoi più teneri affetti, che per ottenerli non crede mai di dar troppo, benché dia tutto. Tu sei quell'uomo, per cui Iddio fa tanto, sino a sacrificare sé medesimo. Ricuserai tu, o anima mia, di dare il tuo cuore a Dio che lo compra a sì caro prezzo? Tu, o anima mia, che hai un cuore sì tenero per le creature, non ti sentirai commuovere ad amare il tuo Dio che è morto per te? Proponi dunque di farlo, affermando spesso che l'ami sopra ogni bene, che gli sei sommamente obbligata per l'amor suo e che tu vuoi servirlo per amore.

Cristo è morto per salvare gli uomini

Cristo è morto in croce per espiare i nostri peccati.

Un Dio morto per gli uomini! Questo pensiero è stato sempre il trattenimento più dolce e più ordinario delle anime sante, e il motivo più forte per amarlo. Il pensiero che il Figlio di Dio è morto in croce per espiare le colpe commesse dal genere umano, è stato sempre la meraviglia e lo stupore degli angeli in cielo. Un Dio morto per gli uomini; questo sarà sempre un grande argomento di confusione e di disperazione ai dannati dell'inferno. Un Dio è morto per me, dirà eternamente il dannato negli abissi: e ciononostante io ardo e mi dispero tra queste fiamme. Al certo non posso dubitare della bontà di Dio per me, e di quella volontà sua sincera che egli ebbe di salvarmi, avendolo veduto morto per me. Dunque se son dannato, contro chi debbo infuriarmi se non contro me medesimo? È vero che è cosa aspra il pensare ad una eternità di pene: ma chiunque penetrerà bene queste poche parole, Iddio morto per l'uomo, non avrà difficoltà a persuadersi questa seconda verità, che l'uomo ingrato e ribelle al suo Dio, venga giustamente punito dallo stesso Dio con una eternità di pene. Quell'uomo che rifiutò d'ardere con fiamme d'amore verso Iddio morto per lui, un tal uomo merita bene di bruciare negli eterni ardori che la giustizia di Dio ha preparato nell'inferno agli ingrati. Con quali di queste due fiamme vuoi che arda il tuo spirito? Nelle fiamme infernali nell'altra vita in pena di non aver amato Dio, oppure nelle fiamme della sua santa carità in questo mondo? Tocca a te lo scegliere e l'adoperarti per concepire nel tuo spirito un vero amore di Dio. Ci riuscirai, se penserai spesso quanto abbia Iddio amato te, se riguarderai spesso l'immagine di Dio crocifisso, con dire tra te stesso: Ecco un Dio su questa croce per amar mio e per mio bene.

Frutti che si ricavano meditando la Passione di Gesù Cristo

L'amante delle anime, il nostro amantissimo Redentore dichiarò che non ebbe altro fine nel venire sulla terra a farsi uomo, che di accendere fuoco di santo amore nei cuori degli uomini. Ed oh! che belle fiamme di carità ha egli acceso in tante anime specialmente con le pene che scelse di patire nella sua morte, per dimostrarci l'amore immenso che per noi conserva. Oh! quanti cuori felici nelle piaghe di Gesù, come accese fornaci d'amore, si sono talmente infiammati ad amarlo, che non hanno rifiutato di consacrargli i beni, la vita e tutto se stessi, superando con gran coraggio tutte le difficoltà che ostacolavano l'osservanza della divina legge per amore di quel Signore che essendo Dio, volle tanto soffrire per loro amore. Perciò l'innamorato S. Agostino, rivolto al crocifisso, così dolcemente pregava: «Scrivi, o mio amantissimo Salvatore, sopra il mio cuore le tue piaghe, affinché in quelle io legga il tuo dolore ed il tuo amore. Sì, perché avendo avanti agli occhi miei il gran dolore che voi, mio Dio, soffriste per me, io soffrirò con pace tutte le pene che patirò; e vedendo il vostro amore che mi avete dichiarato sulla croce, io non amerò, né potrò amare altri che voi». E da chi mai i Santi hanno preso animo e fortezza  a sopportare le persecuzioni, i tormenti e le morti, se non dalle pene di Gesù crocifisso? Chi poi potrà non amare Gesù, vedendolo morire fra tanti dolori e disprezzi, al fine di ottenere il nostro amore? Un devoto solitario pregava Dio di insegnargli che cosa potesse fare per amarlo perfettamente. Gli rivelò il Signore, che per giungere al suo perfetto amore non vi fosse esercizio più atto, che meditare spesso la sua Passione. Diceva S. Agostino che vale più una sola lacrima sparsa meditando sulla Passione di Cristo, che un pellegrinaggio sino a Gerusalemme ed un anno di digiuno a pane ed acqua.  Sì, il nostro amante Salvatore ha patito tanto affinché vi pensassimo, poiché pensandovi non è possibile non infiammarsi del divino amore. Gesù da pochi è amato, perché pochi sono quelli che considerano le pene che ha patito per noi; ma chi le considera spesso, non può vivere senza Gesù. Si sentirà talmente stringere dal suo amore che non gli sarà possibile resistere a non amare un Dio così innamorato che tanto ha patito per farsi amare. S. Francesco piangeva nel meditare le sofferenze di Gesù Cristo. Una volta mentre lacrimava gli venne chiesto che problema avesse, egli rispose che piangeva per i dolori e gli affronti dati al Signore e si dispiaceva nel vedere gli uomini ingrati che non l'amano e non lo pensano.  Se mediteremo spesso la crocifissione di Gesù, resteremo ammaestrati a temere il peccato ed infiammati ad amare un Dio così amante, vedendo in quelle piaghe la malizia del peccato che ha ridotto un Dio a soffrire una morte così amara per soddisfare alla divina giustizia e l'amore che ci ha palesato il Salvatore nel voler tanto patire per farci capire quanto egli ci amava. Preghiamo Maria affinché ci ottenga dal suo divin Figliuolo la grazia di entrare anche noi in quelle fornaci d'amore, per ardere di quelle felici fiamme che rendono le anime sante in terra e beate in cielo. Così sia.

(Brano tratto dal libro "Meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo" di Sant'Alfonso maria de Liguori, ed. "Fede & Cultura")

Immagini sulla Passione di Cristo

Ecco una serie di devote immagini sacre sulla dolorosa Passione di Cristo, il nostro amorevole Redentore Divino.